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COS'E' UN BOARDGAMES È
quasi impossibile resistere al fascino che emana dal campo di battaglia di
un wargame tridimensionale. I
vostri eserciti sono li, fisicamente, con le bandiere al vento e le armi
spianate; i colori delle uniformi chiazzano il terreno cosparso di case,
ponti, fiumi, alberi e colline. Quando un vostro reggimento apre il fuoco
sul nemico, si calcolano velocemente le distanze, si tira un dado e, in
base ad un preciso calcolo delle probabilità, un certo numero di soldati
nemici sono tolti dal campo; quando un vostro squadrone di cavalleria si
scontra con uno squadrone nemico, voi potete vedere la scena quasi come
nella realtà, perché occorre poco sforzo per immaginare le sciabole dei
piccoli guerrieri che si alzano e si abbassano, i piccoli cavalli che
stramazzano al suolo, le grida dei duellanti e la polvere alzata dalle
loro cavalcature. Tutto
ciò è meraviglioso, ma dal nostro punto di vista ha alcuni limiti. Prima
di tutto, i wargames tridimensionali
occupano molto spazio. Se non volete limitarvi a scontri di pattuglie
sulla vostra scrivania, vi serve un piano di almeno due metri per uno e
mezzo, tanto per cominciare; poi vi occorre un bel pò di tempo a
disposizione per dipingere i soldatini, e più il periodo storico è «colorato»,
più dura il vostro lavoro; e ancora, dovrete costruire le case e tutte le
altre componenti del paesaggio, a meno che non intendiate combattere solo
nel deserto, ma anche li dovrete pur sempre modellare qualche duna di
sabbia... Inoltre, per quanto riduciate le dimensioni dei vostri eserciti,
e per quanto aumentiate il numero effettivo d’unità simboleggiate da un
unico pezzo, non potrete mai andare al di là del livello di grande
tattica nelle vostre simulazioni: sarete insomma Federico il Grande, se vi
piace ma solo a Leuthen o a Rossbach, e non per tutta la guerra dei Sette
Anni. Vi resteranno ignoti i problemi strategici, logistici, economici e
politici che determinano, molto più del singolo scontro militare, l'esito
di una guerra. Ma di tutto questo, in fondo non è detto che sia
essenziale per i vostri scopi, potreste anche fare a meno: solo che non
sempre si possiedono i mezzi, il tempo e le finanze necessari per essere
un giocatore di wargames tridimensionali.
E poi, perché solo giochi di guerra? La competizione fra industrie o
gruppi politici non è forse altrettanto appassionante e, a conti fatti,
meno cruenta? Comunque
la si metta, i megalomani, i parsimoniosi e i « civili » restano fuori.
È per soddisfare le necessità di queste tre categorie e dei wargamers
« classici » temporaneamente stanchi di compiere acrobazie sui
tavoli da gioco che sono nati negli Stati Uniti, diffondendosi poi nel
resto del mondo, i giochi di simulazione che, per il loro carattere di
prodotti di case editrici specializzate, possono essere definiti «
commerciali ». Questi
rispondono a tutte le esigenze enunciate sopra: possono racchiudere in uno
spazio limitato (un normale tavolo è quasi sempre sufficiente) la
ricostruzione, su una semplice mappa, di un'area anche molto estesa o
comunque difficile o impossibile da riprodurre in tre dimensioni con
modellini in scala; di solito hanno un costo limitato, che tra l'altro
consente ad essi di arrivare ad un pubblico più vasto e meno
differenziato di quanto non possano, e non vogliano, fare le altre forme
di giochi di simulazione descritti prima; infine i principi su cui si
basano e gli elementi che generalmente li compongono consentono ad essi di
spaziare su tutti i campi dell'attività umana, dal militare
all'economico, dal politico allo sportivo e cosi via. Dato che la forma di
confronto più frequente tra gli esseri umani è ed è stata, sempre e
purtroppo, la guerra o comunque lo scontro violento, la maggioranza dei
giochi di simulazione commerciali, in linea coi precedenti storici di cui
ho parlato, riguarda il settore militare, dal 3000 a. C. al futuro:
guerre, battaglie e scaramucce costituiscono tuttora il loro argomento
prevalente e i giochi dedicati ad esso vengono quasi sempre definiti wargames,
anche se questo può portare ad una certa confusione con i wargames
che ho chiamato fino ad ora « classici » o tridimensionali e che a
mio avviso (ma resta un parere personale) dovrebbero essere considerati un
tipo particolare di gioco di simulazione. Ad ogni modo, restando in tema
di definizioni, occorre rilevare che non si è ancora arrivati ad una
catalogazione e ad una distinzione definitive, anche perché la presenza
sul mercato, negli ultimi tempi più frequente, di giochi di simulazione
commerciali dedicati ad argomenti diversi da quello militare ha portato
alcuni ad utilizzare per tutti i giochi di simulazione, militari e non, la
definizione di boardgames (giochi da tavolo); termine abbastanza generico, che può
indicare anche un semplice gioco di società, ossia un passatempo per più
persone, ispirato ad argomenti
reali. |