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Anno |
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800 a.C./ 780 a.C |
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I
navigatori dell'isola greca di Rodi fondano un piccolo insediamento
commerciale nell'isola di Megaris (Castel dell'Ovo) e sul Monte Echia
(collina di Pizzofalcone). |
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680 a.C./ 650 a.C. |
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I greci della città di Cuma (Kyme) trasformano il piccolo avamposto di Monte Echia (l'odierna Pizzofalcone) in un vero centro abitato, dandole il nome di Parthenope, dal nome della Sirena che si uccise per non aver ottenuto l'amore di Ulisse. |
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524 a.C. |
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La città alla sua fondazione sull'altura del Monte Echia: era praticamente circondata da tre lati dal mare, con un profondo canale che le scorreva di lato (l'attuale via Chiaia, dalla "ghiaia" del suo fondo, un tempo appunto bagnato dalle acque), con un piccolo porto nella parte più bassa della città ed una sua necropoli ancora visibile nell'attuale via Nicotera. Dovette subito suscitare grandi invidie visto che sempre Lutazio Catulo addirittura sostiene che gli stessi Cumani la distrussero perché spaventati dalla sua prosperità. Più probabile invece che Partenope sia stata attaccata da altri rivali - gli etruschi - o che comunque abbia subito un periodo di decadenza a causa delle lotte che contrapponevano i greci alle altre popolazioni italiche. |
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474 a.C. |
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Gli etruschi vengono sconfitti in una grande battaglia navale dalle colonie della Magna Grecia e da quel momento i greci hanno via libera per consolidare le vecchie colonie o crearne delle nuove. |
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470 a.C. |
| I cumani possono ora edificare nuove città lungo la costa del Tirreno. L'antica Partenope, ripopolata, prende il nome di Palepolis (città vecchia). |
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438 a.C. |
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Dopo la decisiva battaglia del 438 a.C. vinta
dai Sanniti, che occuparono la stessa Cuma, i profughi cumani
costruirono a poca distanza da essa fondarono Neapolis (città nuova) , che diventerà il
centro propulsore del nuovo sviluppo
economico,
con tanto di alte mura e fortificazioni. Da
allora in poi Palepolis e Neapolis formarono un'unica entità urbana,
in cui la prima assunse, col passar del tempo, una funzione di luogo
appartato e periferico dove edificare le ville della nobiltà che si
voleva tenere lontana dal frastuono dei traffici della città nuova.
Non a caso in epoca romana l'intera antica Palepolis cederà posto ad
un'unica, immensa villa, quella del patrizio Lucullo, i cui resti
ancora sono visibili sulla sommità di Pizzofalcone. |
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326 a.C |
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L’importanza di Neapolis, anche per la posizione strategica che aveva sul mare, non poteva sfuggire all’attenzione dei romani. Roma, impegnata nella II guerra sannitica, cinge d'assedio Neapolis che è all'inizio schierata con la popolazione italica. Le divisioni interne alla città favoriscono la conquista di Neapolis da parte dei Romani che tuttavia le consentiranno ampia autonomia in qualità di "civitas foederata". Il foedus neapolitanum e cioè il trattato di pace le garantiva ampia libertà, limitando le incombenze alla fornitura di armi e marinai in caso di guerra. Proprio sotto l'ala protettrice di Roma si sviluppano gli anni migliori di Neapolis che poté ampliare il suo porto, vide fiorire i traffici marittimi, accrebbe la lavorazione delle ceramiche e soprattutto fece funzionare a pieno ritmo la sua famosa zecca che cominciò a coniare monete anche per conto di Roma. |
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89 a.C. |
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Neapolis riceve la cittadinanza romana e diventa municipio romano. Ormai la città conta 30.000 abitante e sebbene la lingua latina si sia rapidamente diffusa, il greco rimane l'idioma più in voga. In realtà Neapolis per molti secoli resterà una città bilingue, con una forte influenza della cultura greca. |
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82 6.C. |
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Quando scoppia la guerra civile che contrappose Mario, l'esponente del partito democratico, contro Silla, il fautore dell'autorità dell'oligarchia senatoria. Neapolis si schiera per Mario e questo segnerà il suo destino. Infatti alla vittoria di Silla, la città partenopea verrà pesantemente punita per aver appoggiato l'avversario: la flotta sarà confiscata, i ceti mercantili saranno annientati sia fisicamente che economicamente dalle terribili "proscrizioni" sillane, il porto militare cambiò sede e dislocato a Miseno e le privò il possesso di Pithecusa (Ischia) e del ruolo guida nel campo commerciale. |
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I sec. a.C. - I sec. d.C. |
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Così mentre i capitali e le attività imprenditoriali lentamente si spostano a Puteoli (Pozzuoli) che diventa il centro commerciale della zona, Neapolis scivola in una lenta decadenza. Tuttavia aurea decadenza visto che la città continuerà ad essere un punto di riferimento per l'intero mondo romano: nasce infatti il mito di Neapolis come località di villeggiatura, ricca di cultura e di tradizioni elleniche, piena di attrattive geografiche e climatiche. E se la città viene chiamata oziosa, non intendiamo la cosa in senso negativo: per i romani ozioso era tutto ciò che è contrapposto all'agire fisico e produttivo, per cui oziosa è persino la filosofia e la poesia che fioriranno a Napoli più che in ogni altra città dell'Impero. Celebri diventeranno, infatti, i cenacoli di filosofia epicurea; il Teatro, nel decumano superiore di cui si conservano ancora oggi consistenti tracce, attirerà personaggi come Nerone; e la poesia si svilupperà a tal punto da invogliare persino Virgilio a risiedere per lungo tempo in una villa fuori città. |
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65 d.C. |
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Nerone giunge a Neapolis con un grande seguito per esibirsi nei famosi teatri della città. Una violenta scossa di terremoto distrugge parte del teatro al termine della sua rappresentazione. |
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79 d.C. |
| Pompei ed Ercolano vengono sepolte da una terribile eruzione del Vesuvio. Solo nel Settecento le due antiche città verranno riscoperte, riportando alla luce una straordinaria testimonianza urbanistica, artistica e sociale della vita in epoca romana. |
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II - III sec. d.C. |
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Il porto commerciale più importante della costa è ormai Puteoli (Pozzuoli); il porto militare per eccellenza è Miseno. A Neapolis tocca un ruolo secondario, ma con i suoi trentamila abitanti diventa crocevia di razze e culture differenti. Fioriscono le comunità orientali, come la comunità alessandrina nel quartiere Nilensis (la Statua del Nilo, nella piazza omonima è la più significativa testimonianza della presenza della comunità orientale degli alessandrini che appunto venerava il dio Nilo). Nella Neapolis della età imperiale cominciarono a diffondersi numerose religioni, di cultura orientale fino alla venerazione del dio Mitra (scavi archeologici di San Carminiello ai Mannesi, nei pressi di via Duomo); ben presto il Cristianesimo rappresenterà, nonostante le persecuzioni, la religione che prevarrà su tutte le altre che si diffonderà in tutti gli strati sociali. Il primo vescovo napoletano fu Aspreno che visse durante l'impero di Traiano e che morì nel 69 d.C., in questo periodo cominciano a svilupparsi le Catacombe, quelle necropoli in cui i primi cristiani si riunivano per recitare in segreto le loro preghiere e per seppellire i loro morti. Sebbene già nel II secolo d.C. il cristianesimo fosse ormai dominante, non mancheranno i martiri caduti sotto i colpi della repressione imperiale, il più noto è San Gennaro. |
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IV -V sec. d.C. |
| Quando si sviluppa l'incalzare delle invasioni barbariche anche Neapolis cambia nuovamente aspetto: nel 440, sotto l'imperatore Valentiniano III quelle mura difensive che erano state quasi distrutte dall'ampliamento della città, vengono ricostruite e rafforzate. La popolazione si chiude nella cinta fortificata e le zone circostanti vengono abbandonate ad un destino di saccheggio e di incuria. Le splendide ville romane di un tempo cominciano ad essere invase dalla sterpaglia, i campi coltivati vengono abbandonati, la popolazione si riduce di numero. Si aspetta il nemico e l'incertezza di una nuova fase della storia. |
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