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Equipaggiamento e Armamento Sia la Fanteria di Linea che quella Leggera avevano l'identico equipaggiamento e armamento, assegnato come segue: Compagnie Granatieri, Carabinieri, Volteggiatori: zaino, bandoliera con giberna, budriere con tasca per sciabola e baionetta, fucile mod. Anno IX. Compagnie Fucilieri e Cacciatori: zaino, bandoliera con giberna e attacco per baionetta, niente sciabola, fucile mod. Anno IX. Lo zaino era in pelle di pecora con il pelo all'interno di forma rettangolare, alto circa cm. 43 e largo cm. 32. Aveva una patta chiusa mediante tre corregge di cuoio con fibbia, in cima si fissava il cappotto, o una fodera d'incerata per contenere l'abito e altri effetti del fante. All'interno, il regolamento prescriveva che si mettessero un paio di scarpe di ricambio, due camicie, un paio di mutande, un paio di calzoni, spazzole, lucido per cuoiami, e il necessario per la manutenzione del fucile. In alto, all'interno, erano fissate due cinghie di cuoio bianco: passate intorno alle spalle, venivano fissate sotto lo zaino mediante due bossoli di legno, infilati in due asole praticate all'estremità delle cinghie stesse. La giberna, in cuoio nero verniciato, era fissata a una bandoliera di cuoio bianco; era costituita da una borsa rettangolare atta a contenere un massimo di 50 cartucce, con apertura fermata da un bottone, e da una patta che serviva da coperchio e che veniva fissata sotto cofano mediante cinghie e bottone. Sotto la giberna si agganciava con tre cinghie il berretto, arrotolato in modo tale che pendesse fuori il fiocco. La giberna poggiava sul fianco destro e aveva alla sommità una linguetta di cuoio con asola, che veniva assicurata al primo bottone in alto della tasca sinistra dell'abito. Il coperchio della giberna, secondo il regolamento, non portava fregi, ma non era raro che i Granatieri e i Carabinieri avessero la granata e i Volteggiatori la cornetta, entrambe in metallo bianco. In campagna la giberna era protetta da una fodera di tela bianca, sulla quale alcune volte appariva l'emblema della compagnia dipinto in nero, oppure, ma più raramente, la dicitura " Rgt di Fanteria ", " Battaglione ", "Compagnia", preceduta dal numero relativo. Il budriere, che pendeva sul fianco sinistro, era riservato (secondo il regolamento del 1807) ai soli Granatieri e Carabinieri: consisteva in una larga striscia di cuoio bianco, con due supporti nei quali era praticata un apertura per inserirvi la sciabola e la baionetta che venivano poi fissate da due cinghie con fibbia. Come abbiamo detto, i Volteggiatori non avrebbero dovuto indossare il budriere con la sciabola, ma in molti casi ne erano dotati ugualmente. Da notare che questo divieto per i Volteggiatori datava dal 1807, mentre in Francia venne emanato solo nel 1813. I Fucilieri e i Volteggiatori ebbero la sola bandoliera con giberna; all'altezza del fianco destro era cucito alla bandoliera un supporto di cuoio nel quale veniva infilato il fodero della baionetta, che veniva poi fissato per mezzo di una cinghia con fibbia metallica. Il fante italico, come del resto quello francese, aveva in dotazione anche il tascapane, in cuoio naturale, munito di cinghia con fibbia, e col coperchio fissato da due bottoni dello stesso cuoio; e la borraccia ricoperta di vimini, oppure una zucca vuota, assicurata a un cordone di lana (rossa, verde o gialla secondo la compagnia d'appartenenza). Questi oggetti venivano portati esclusivamente in campagna, insieme alla gavetta chiusa nello zaino o fissata all'esterno. L'armamento era uniforme per tutte le specialità della Fanteria: il fante ebbe in dotazione il fucile mod. Anno IX, di fabbricazione francese, ma che dal 1805 venne prodotto su larga scala dalle fabbriche italiane di Brescia e Torino. Era un'arma con acciarino a pietra focaia, con cassa in legno naturale verniciato di scuro, canna e bacchetta in ferro e finimenti in ottone. L'arma era lunga mt. 1,53 e pesava kg.. 4,65; la canna era liscia, del calibro di mm. 17,5; la cinghia era in cuoio bianco con fibbia d'ottone e veniva fissata a due magliette poste rispettivamente davanti al grilletto e sotto la prima fascetta. I Volteggiatori ebbero il fucile da Dragone identico a quello da Fanteria, ma lungo solo mt. 1,47. La baionetta era in acciaio, del tipo a incastro tubolare, lunga cm. 40,5, e aveva un fodero di cuoio nero o naturale con puntale in ottone. Come arma di difesa era in dotazione la sciabola corta detta "Sabre-briquet ", con lama leggermente ricurva, impugnatura e guardamano in ottone; il fodero era in cuoio nero o naturale, con puntale e gancio di fissaggio in ottone. Intorno all'elsa veniva avvolta la dragona, che nella Fanteria era puramente ornamentale: era costituita da un laccio, con fiocco e passante in lana, che per i Granatieri era scarlatto, mentre per i Volteggiatori poteva essere scarlatto e verde, o verde con fiocco giallo, o verde. L'armamento quindi, perlomeno rispetto ai tempi, era abbastanza buono, ma l'Esercito Italico difettava, come d'altronde tutti gli eserciti alleati dell'lmpero, per ciò che riguardava le carabine rigate in dotazione ai corpi leggeri; c'era in verità la carabina detta " di Versailles ", mod. Anno Xll, ma oltre a essere difettosa venne data in dotazione a pochissimi reparti scelti francesi, e in Italia non apparve quasi mai; inoltre non avrebbe potuto reggere il confronto, per esempio, con la micidiale carabina inglese " Baker " o con quella in dotazione ai tiratori austriaci e prussiani. Il moschetto mod. Anno IX era molto efficace solo a 80-100 metri di distanza, e inutilizzabile oltre i 400 metri, impiegava cartucce di carta, e un buon tiratore poteva sparare in teoria fino a 5 colpi al minuto; in pratica, data la difficoltà dei numerosi movimenti di caricamento, la cadenza di tiro scendeva fino a un colpo al minuto. Equipaggiamento dell'Artiglieria L'Artiglieria Italica era equipaggiata con pezzi e materiali francesi del tipo ideato dal Gribeauval nel 1776. I pezzi erano denominati dal peso del proiettile a palla, e cioè: da 12 libbre, da 8 libbre e da 4 libbre; mentre gli obici erano indicati dal calibro, e cioè: 6 pollici e 8 pollici (quest'ultimo usato raramente). I pezzi da 12 e 8 libbre avevano l'affusto con due scanalature, nelle quali venivano posti gli orecchioni del pezzo; quella anteriore serviva quando il pezzo era pronto per il tiro, mentre quella posteriore quando il pezzo veniva trainato, e ciò allo scopo di bilanciare il peso rispetto all'avantreno. Gli obici ebbero solo una scanalatura per tutti gli usi. Per il traino il pezzo veniva fissato all'avantreno che aveva due ruote e che, a sua volta, era fissato con un'asta e delle corde a quattro cavalli posti in gruppi di due, dei quattro animali, il primo e il secondo sulla sinistra erano montati da uomini del Treno d'Artiglieria, che ne dirigevano i movimenti. Sull'estremità posteriore dell'affusto veniva fissato il cofano, nel quale erano contenuti i colpi necessari all'azione. Le altre munizioni venivano poste nei cassoni, che potevano essere leggeri e trainati da quattro cavalli, o pesanti e trainati da sei cavalli. Solitamente i pezzi da 12 libbre e gli obici da 6 pollici avevano in dotazione 5 cassoni, mentre quelli da 8 libbre ne avevano tre; infine i pezzi da 4 libbre ne avevano solamente 2. I cassoni contenevano anche le munizioni della Fanteria gli attrezzi per i Pontieri e il bagaglio personale degli Ufficiali. Le batterie avevano anche in dotazione delle fucine mobili, per le eventuali riparazioni dei pezzi o del materiale. Le batterie erano armate in modo diverso: quelle a piedi avevano 8 pezzi da 12 libbre o da 8 libbre e 2 obici da 6 pollici a canna corta o da 8 pollici a canna lunga; le batterie a cavallo avevano invece 6 pezzi, 4 da 4 libbre e 2 obici da 6 pollici; le compagnie d'Artiglieria Reggimentale ebbero solo 2 pezzi da 4 libbre. Tutti i pezzi e il carriaggio erano dipinti in verde oliva, mentre le parti metalliche erano dipinte di nero opaco. 2. Dati tecnici dei pezzi Pezzo da 12 libbre
Pezzo da 8 libbre
Pezzo da 4 libbre
Obice da 6 pollici
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