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CAMPAGNA DEL 1809
Divenuto inevitabile lo scontro, le forze francesi, nei primi
mesi del 1809 vengono accresciute e potenziate nel loro armamento e
vettovagliamento. Lo schieramento, divenuto franco-italiano, ai primi di aprile
è così composto: Divisione Seràs: piazzata davanti ad Udine, con le prime
linee sulI'lsonzo e a Cividale. Divisione
Grènier: sul Piave. Divisione Barbou: a Treviso, Cittadella e
Bassano. Divisione
Lamarque: a Verona. 1^ Divisione Italiana
Severoli:
2^ Divisione Italiana
Fontanelli:
Altre due divisioni di dragoni francesi con i reggimenti:
7°, 23° 24° 29° e 30° sostano lungo l'Adige mentre restano a Milano la
cavalleria e la fanteria della Guardia Reale. Alla vigilia del conflitto l'Austria, naturalmente, aveva
schierato le sue forze cosi disposte: Tra Malborghetto e
Pontebba: generale Welkmann con il l°
Reggimento di Linea, quattro battaglioni del Landwer due compagnie volontarie,
quattro squadroni di ulani ed una batteria di artiglieria. Tra Nebresina e
Monfalcone: generale Garassini con due reggimenti di linea tre battaglioni del
landwer, quattro squadroni di ulani ed una batteria di artiglieria. Tra Gorizia e Gradisca: il generale Giulay con sette
reggimenti dragoni, un reggimento ussari, sei batterie di artiglieria. il corpo principale: arciduca Giovanni d'Austria con otto
reggimenti di linea due battaglioni di granatieri, quattro battaglioni di
cacciatori. la cavalleria: Ten.Maresc. Trimont con due reggimenti di
ulani due reggimenti di ussari due reggimenti di dragoni otto batterie di
artiglieria a piedi e due di artiglieria a cavallo. Il tutto asservito dai relativi servizi di genio e sanità.
Seguivano dieci compagnie di pionieri due battaglioni del genio e la riserva di
artiglieria. I1 10 aprile si aprono le ostilità e comincia un inesorabile
movimento in avanti dell'armata austriaca, forte di 70.000 uomini circa mentre i
reparti francesi iniziano, consci della difficoltà della loro posizione una
lenta ritirata sul Tagliamento. Prime tappe, in ripiegamento, delle truppe della
divisione Broussier sono Moggio, la Carnia, Ospedaletto, Rivoli e Venzone.
Combattendo contro le avanguardie nemiche, protetto da forte Osoppo, Broussier
riesce a guadare il Tagliamento presso Dignano. A sud, sgombrato il territorio dai Francesi attorno a
Palmanova, la fortezza resta isolata ma distoglie con la sua resistenza
un'intera brigata austriaca che deve cingerla d'assedio. Un altro corpo nemico
prosegue nella pianura e, pur contrastato riesce a raggiungere Codroipo. Un
quarto corpo occupa Cividale ed Udine, contrastato dalle divisioni Sèras e
Grènier che in due giorni di marce forzate riescono a varcare il Tagliamento.
Ma non basta, e la ritirata prosegue verso il Livenza dopo che a Pordenone un
reggimento francese viene pressoché distrutto. I1 16 aprile trova le truppe franco-italiane ferme nel nuovo
schieramento disposto dal viceré: Divisione Sèras con il l° Reggimento di Linea italiano a
Brugnera. Divisione italiana Severoli in appoggio a quella di
Sèras. La divisione Severoli si muove subito su Palse dove aveva messo piede il
nemico ed il 7° di linea con un reggimento francese conquistano il villaggio
muovendo poi verso Porcia. Su questa località muovono: il 7° Reggimento
Dalmata, parte del 2° di Linea italiano e il reggimento francese. Sparano i
pezzi d'artiglieria italiani protetti dai Cacciatori Reali italiani. Per gli
Austriaci è importante il possesso di Porcia, poichè ciò impedisce la
congiunzione delle forze francesi tra Brugnera a sud e Fontanafredda al nord.. Lo sanno bene gli Austriaci che tentano di prevenire
l'attacco italiano con una furiosa ed infruttuosa sortita; in pieno disordine
essi sono ricacciati nel villaggio. Dopo una piccola pausa di riassetto le forze
italo-francesi danno l'assalto e dopo una lotta furibonda riescono a snidare il
nemico che si ritira precipitosamente verso Pordenone. L'arciduca Giovanni però non solo riesce a raccogliere i
fuggiaschi, ma anche due brigate di linea e una di cavalleria; con questa massa
non dà tregua ai franco-italiani che si stanno riordinando, li assale e
riprende Porcia. Alle truppe del vicere Eugenio non resta che ripiegare su Palse
in attesa di rinforzi che non tardano a giungere. Sèras fa affluire tre
reggimenti francesi, poi invia il l°, 2°, e 7° di Linea italiani, il
Reggimento Dalmata sulla sinistra, mentre altri quattro reggimenti francesi
vengono spinti a destra. Queste forze ritornano all'attacco e riconquistano la
località. Si hanno movimenti convulsi, si combatte di casa in casa, il paese
viene ripreso, riperso e ripreso ancora: tre generali compreso il Saveroli
vengono feriti. La lotta è impari però ed il vicere è costretto a
ritirarsi nonostante le sue truppe si battano tenacemente; il l° di Linea
italiano, infaticabile, viene schierato di protezione con il 13° francese, e
tutte e due le divisioni, in buon ordine si ritirano. Abbandonano Porcia per
incamminarsi al Piave. Anche la sinistra francese varca il Livenza e muove in
ritirata. La battaglia detta di Fontanafredda ma che più propriamente dovrebbe
chiamarsi di Porcia, perchè quivi fu più accanita la lotta, è perduta per
Eugenio. Le perdite franco-italiane sono state di 3.000 morti, 5.000 feriti,
3.500 prigionieri. Gli Austriaci hanno perso 3.500 uomini uccisi 6.000 feriti e
5.000 presi prigionieri. Si parla di enormi fosse comuni per seppellire i caduti a
diecine o centinaia ed è di pochi anni fa la notizia che alcuni contadini,
scavando il terreno ormai livellato dal tempo, abbiano rinvenuto placche fibie
ed altre parti di metallo delle uniformi di quei morti. Proseguendo nel suo movimento l'armata franca~ltaliana varca
il Piave ed è concentrata da Eugenio a Verona per un riordinamento più che
necessario dopo una simile rotta. Tre sono i corpi in cui è divisa l'armata:
due francesi ed uno italiano con la divisione della Guardia Reale. La controffensiva viene ripresa, e la situazione viene
capovolta quando l'arciduca Giovanni è chiamato in patria in soccorso di Vienna
minacciata dalle vittorie Napoleoniche. Inizia il l maggio una lenta ritirata.
Cade Vicenza, è conquistata Bassano, viene abbandonata Treviso è raggiunto il
Piave. Il fiume successivamente guadato dall'avanguardia.
Due divisioni francesi la seguono ed impegnano gli Austriaci in furiosi scontri e cariche di cavalleria obbligandoli a ripercorrere in senso inverso le strade gagliardamente occupate pochi giorni prima, a rivarcare il Tagliamento e a sgombrare la pianura friulana sino ad Udine.L'armata franco-italiana, sempre combattendo, incalza senza posa; un corpo d'esercito viene spedito al nord verso Pontebba, verso il forte di Molborghetto che viene espugnato d'impeto; poi su! verso il Tarvisio, dove gli Austriaci tentano un'ultima resistenza. Ma la divisione Fontanelli muove all'assalto, sfonda le linee del nemico, lo mette in rotta. Più di duecento sono i morti tra i Franco-ltaliani, ma gli Austriaci lasciano 3.000 uomini e 12 cannoni in mano all'avversario. Un secondo corpo viene spinto oltre Cividale verso Plezzo, un terzo guada l'lsonzo a Gradisca e s'impadronisce di Gorizia, un'altro avanza a sud ed occupa Trieste il 22 maggio. Ormai è una marcia trionfale oltre i confini naturali dell'ltalia sino alla congiunzione con la GRANDE ARMATA sotto le mura di Vienna. Con la pace di Schonbrunn del 14 ottobre la guerra ha termine ed il Veneto ed il Friuli si trovano sotto il dominio napoleonico.
CAMPAGNA DEL 1812 In Russia, nel 1812, si distinse il IV corpo dell'esercito del Regno d'Italia. Lo formavano due divisioni francesi (13° e 14°) e due italiane (guardia Reale e div. Pino. C'era inoltre un corpo di cavalleria leggera francese e la brigata italiana del generale Vollata (13°). Il 31 maggio 1812 il IV corpo era sulla destra della Vistola e il 24 giugno a Kalwary, sul Niemen. Fra il 30 giugno e 1° luglio, iniziò la marcia che l'avrebbe portato alla battaglia della Moscov o di Borodino ( 7 settembre) ed all'ingresso in Mosca, il 15 settembre. Durante la ritirata, a Malo Jaroslawetz, il 24 ottobre, la battaglia fu sostenuta quasi esclusivamente ed eroicamente dal IV corpo. Si ricorda in particolare il sergente russo. I combattimenti e le marce successive provarono duramente i reparti: ma il Genio pontieri trovò modo di distinguersi particolarmente al passaggio della Beresina. I 27.797 italiani che erano partiti da Kalwary, si ritrovarono in un migliaio appena. Ma furono tra i pochissimi che non persero le Aquile reggimentali.
IV° corpo (Eugène)
Italian Guard (Lecchi): Royal Velites, Elite REgt. Conscripts
of the Guard, 2 Btns each.
Guards of Honour, ! coy; Dragoon Guarda 2 sqdns; Quen's Dragoons, 4 Sqdns.
13th Division (Delzons)
14th Division (Broussier)
15th Division (Pino)
Brig. Fontana : 1st Light Infantry, 1 Btn; 2nd Italian Line, 4
Btns.
Brig. Guillaume : 3rd Light Infantry, 4 Btns; Dalmatian Rgt, 3
Btns.
Brig. Dembowsky: 3rd Line 4Btns.
Corps Cavalry
Brig. Guyon (francesi)
Brig. Villata: 1st and 2nd Italian Chasseuras à Cheval 4 Sqdns
each.
Attached to the Guard
Velites du Prince Borghese, Velites of the Tuscan Guard,
engineers
CAMPAGNA DEL 1813 Si ripete l'eterna vicenda della terra friulana. Non vi sono illusioni di una pace duratura ma solo necessità impellenti di sicurezza. Il nemico è fuggito ma ritornerà, e sempre attraverso quelle vallate fatali ormai alle colonne armate di vinti e vincitori. Rafforzare Osoppo! Munire Palmanova! I due eterni baluardi vengono ancora alimentati, vi vengono immessi viveri e munizioni; si preparano soldati e soldati. Sono quattro anni di febbrile attività militare in attesa della nuova prevedibile coalizione europea. A nord con l'lnghilterra, la Svezia, la Prussia e la Russia, Spagna e Portogallo ad Ovest, Sicilia al sud premono tutti implacabili e da sola l'Austria ad est presenta oltre 100.000 uomini pronti ad entrare in azione in Italia. L'armata austriaca è così composta:
In totale il feldmaresciallo Hiller comandante in capo, ha a sua disposizione 48 reggimenti di linea, 7 reggimenti confinari, 5 battaglioni di granatieri, un battaglione ungherese, 11 battaglioni di cacciatori, un battaglione volontari, 25 reggimenti di cavalleria, un numero vario di batterie e 10 ospedali da campo. Alla frontiera orientale del Regno d'ltalia è destinato il comandante del corpo di sinistra con, in rinforzo, altre tre brigate tolte dal centro dello schieramento. Sono pertanto di fronte ad Eugenio, 25 reggimenti di linea, 8 reggimenti confinari, 6 battaglioni misti, 6 battaglioni cacciatori, 9 reggimenti di ussari, 3 reggimenti di ulani, 4 reggimenti di dragoni e corazzieri. L'artiglieria è di 14 batterie con 112 pezzi, 3 battglioni del genio più i servizi vari. A metà agosto si ordina lo schieramento difensivo franco-italiano così disposto: Comandante in capo principe Eugenio vice-re d'ltalia. 1° Corpo: generale Grènier con due divisioni:
2° Corpo: generale Verdier con due divisioni
3° Corpo Italiano: generale Pino con due divisioni:
Vi era inoltre una piccola divisione di riserva di soli 2.500 uomini e la divisione di cavalleria del generale Mermet composta dal 3° e 4° Reggimento Cacciatori a Cavallo italiani, dal Reggimento italiano Dragoni Regina e dal 19° Reggimento Cacciatori a Cavallo francese. In complesso meno di 60.000 uomini, sia pur con riserva di artiglieria ma con reparti, come i sei reggimenti francesi, il 2° e 3° di Linea, il 3° Leggero, il reggimento Dalmata e tutta la Guardia, reduci dalla campagna di Russia tutti decimati e stanchi. Alla dichiarazione di guerra il l° Corpo di Grènier si trovava tra Udine e Gorizia poi a Cremona Pontebba e Tarvisio. I1 2° Corpo di Verdier tra Codroipo e S.Daniele poi ad Udine e Cividale. I1 3° Corpo di Pino con la S.a Divisione davanti a Palmanova, tra Visco, Versa e Romahs. La 6^ Divisione italiana è di riserva tra Pordenone e S.Vito poi è inviata a Udine con la cavalleria. Il parco di artiglieria è a Codroipo. Da parte awersaria una colonna austriaca marcia su Fiume con 3.000 uomini, una seconda punta, con 6.000 soldati, verso la Dalmazia. Più a nord il corpo centrale austriaco si attesta su Lubiana, Villaco e Klagenfurt. Ora l'armata del vice-re porta il suo movimento offensivo oltre i confini del regno.
La l^ Divisione da Gemona si avvia ad occupare Gorizia, la 3^ Divisione prende Villaco, la 5^ va a coprire Trieste parte della 6^ occupa Lubiana mentre la l^ muove su Tarvisio con la Guardia Reale Italiana. Questo però è lo sforzo estremo a cui giunge l'esercito del principe Eugenio. Nonostante le numerose azioni, al vice-re non resta che cercare di coprire la frontiera orientale del regno in attesa di altre vittorie napoleoniche e di rinforzi al suo esercito indebolito che, per miracolo, sta ancora tenendo la linea della Drava sino a Leobel e quella della Sava sino a Fiume. Eugenio comprende che la sola linea che può mantenere al nord è quella di Villaco-Lubiana; lotta quindi per riprendere Villaco nel frattempo occupata e accentra la resistenza a Tarvisio chiave di volta di tutto lo schieramento orientale. In settembre affluiscono pochi rinforzi per rinsanguare la troppo estesa linea difensiva, diradata dalle troppo numerose perdite in innumerevoli scontri, tra cui quello vittorioso di Feistriz. L'armata francese ora oltrepassa di poco i 50.000 uomini che si trovano tra l'altro in territorio ostile. La 5^ Divisione italiana del generale Palombini viene attaccata il 26 settembre ed è costretta a ripiegare su Postumia mentre contemporaneamente cadono Lubiana e Trieste, conquistata questa da un corpo austriaco misto ad insorti croati e ad Inglesi sbarcati in Istria. Inizia il cedimento, la lenta ritirata sull'lsonzo, con continui combattimenti, e, per scaglioni si riocupano le vecchie linee lungo il iume. La 4^ Divisione ripiega intanto a ua volta e si pone in difesa di Gorizia e Gradisca, la 5^ italiana si schiera tra Gradisca e il mare assiene alla Guardia Reale. Tutto il centro austriaco avanzante si trova schierato pertanto di fronte al vice-re che preoccupato per la posizione della sua ala sinistra, ordina a Grènier di ritirarsi da Tarvisio ove era stato inutilmente attaccato dagli austriaci. Inizia così, ai primi di ottobre e sempre a colonne, il ripiegamento nelle vallate del Fella, dell'lsonzo e del Tagliamento, sino a fermarsi sulla linea Venzone, Ospedaletto, Germona. Vengono ancora rifornite e rinforzate Osoppo e Palmanova con truppe francesi ed italiane ( 1° Leggero e 9° di Linea) e rinsaldate le difese lungo l'lsonzo. Ciò mentre dal nord penetrano tre brigate austriache che raggiungono Palmuzza, Moggio, Tolmezzo e Resiutta; altre forze per Ampezzo, Forni e Pieve di Cadore manovrano per congiungersi con l'estrema sinistra austriaca operante in Tirolo. I1 17 ottobre Eugenio è costretto a mutare il fronte e porlo sulla direttrice Gradisca-Gemona, due divisioni da Vezzone ad Ospedaletto, dove Soulier resiste sino al 24, si dirigono a Spilimbergo col 4° Reggimento Cacciatori a Cavallo italiano, la linea dell'lsonzo viene abbandonata ed il Quartier Generale portato ad Udine. Anche le truppe che proteggono Palmanova si ritirano verso Codroipo ove affluisce anche tutta l'artiglieria. Il vice-re lascia Udine il 25 e si pone sulla riva sinistra del Tagliamento con tutta l'ala destra, il 28 è a Sacile, si ferma a Fontanafredda in attesa che Grènier fermi gli Austriaci a Bassano il 30 esce dal Friuli per dirigersi a Verona ove giunge la sera del 3 novembre. Tutta l'armata ripiega sull'Adige lasciando isolate solo Osoppo e Palmanova. Le piazzeforti resistono sino al 19 aprile 1814, giorno in cui, in seguito all'armistizio di Schiarino, vengono occupate dagli austriaci; i difensori ne escono con l'onore delle armi. |