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Le origini

Nei primi anni del XIX secolo la Francia trabocca in Italia Scompare il Piemonte, la Liguria, Lucca, la Toscana (dopo l'effimero Regno di Etruria), e il Lazio, sino ai confini con il napoletano. E' la suddetta Italia Francese. Resta solo la Repubblica Cisalpina, ufficialmente indipendente, che nel gennaio del 1802 divenne Repubblica Italiana sotto la presidenza di Napoleone Quando poi il cittadino presidente si cinse della corona imperiale, non passò molto che esso divenne Regno d'Italia (19 marzo 1805) sotto l'alto patronato dello stesso imperatore, il quale ricevette a Milano, il 26 maggio 1805 la corona ferrea.

Bisogna oltre a ciò sottolineare che il Regno d'Italia non è ancora completo entro i suoi confini estremi, che raggiungerà dopo la campagna del 1805.

Il Veneto, compreso il Friuli, con la pace di Campoformio, era stato assegnato all'Austria, ma nell'estate del 1805 questa aderisce alla nuova coalizione contro la Francia. Cominciano allora ad affluire truppe al comando dell'arciduca Giovanni, che si dirigono per lo schieramento verso Padova e Verona.

Bonaparte, certo della guerra affida il comando dei Francesi in Italia a Massena, che dà a sua volta l'ordine di far affluire verso l'Adige tutte le truppe disponibili in Piemonte, Liguria e Lombardia. Il generale in capo si assicura cosi un esercito di 60.000- 70.000 uomini con tre divisioni di fanteria, due di Cavalleria, oltre all'artiglieria necessaria, al genio ed ai servizi vari.

La pace di Presburgo, stipulata il 25 dicembre 1805, assegna tutto il Veneto ed il Friuli al Regno d'ltalia sino all'lsonzo. Siamo ad una pausa.

 

Il triennio successivo si risolve, per le istituzioni militari, alla estensione della legislazione francese nel nuovo territorio del Regno d'Italia, che annovera ormai circa sei milioni di abitanti. Si istituisce, come in tutto il Regno l'esercito attivo, l'armata di riserva e la coscrizione nazionale. L'ordine interno è affidato alla Guardia Nazionale divisa in battaglioni e compagnie. Alla fine dell'epopea si può calcolare ammontante a quasi 200.000 unità l'apporto che, la Cisalpina prima e il Regno d'Italia poi, diedero in uomini per il sogno di un'Europa napoleonica.

 

 


Gruppo Murat