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Anno |
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476 |
| Gli storici fanno terminare ufficialmente l'Impero Romano d'Occidente. |
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535 |
| Napoli è presidiata da guarnigioni barbare e retta da una sorta di direttorio che mantiene i Goti che hanno assunto il dominio di Roma. Ma dall'altra parte del mediterraneo, a Bisanzio, è ancora ben saldo ciò che resta dell'antica potenza di Roma: L'impero Romano d'Oriente, affatto rassegnato a perdere il controllo invia il generale Belisario, che a capo delle truppe bizantine, sbarca in Sicilia ed inizia una campagna militare per riportare la penisola sotto il dominio dell'Impero Romano d'Oriente. Belisario cinge d'assedio anche Napoli, espugnandola con grande ferocia. |
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542 |
| Totila riunisce le forze dei Goti e cinge d'assedio Napoli per cacciare le truppe bizantine di Belisario. La città è costretta ad arrendersi per fame e Totila, dopo averla invasa, demolisce gran parte delle mura difensive. |
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552 |
| Nuovo capovolgimento di forze. I Bizantini, guidati dal generale Narsete, sconfiggono l'esercito dei Goti, ponendo fine al predominio di questo popolo su Napoli. Sotto il comando dei Bizantini, Napoli conosce anni di ripresa economica: questi sono infatti gli anni in cui l'Impero Romano d'oriente è retto da Giustiniano, una grande personalità che seppe ridare dignità politica all'eredità imperiale di Roma. |
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592 |
| Una popolazione di origine germanica tenta di penetrare in Campania: sono i Longobardi che già alcuni anni prima avevano conquistato Benevento. Dal 592 al 594 riusciranno ad espugnare Capua e Salerno, ma Napoli, benché cinta d'assedio resisterà grazie anche all'aiuto del Papato. Sarà proprio questa lunga ed eroica difesa a far crescere in città una consapevolezza di forza e di autonomia che col tempo renderà Napoli solo formalmente legata all'Impero d'Oriente, ma nei fatti largamente indipendente. |
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599 |
| Da Benevento parte un nuovo attacco dei Longobardi contro Napoli. Anche in questa occasione la città riesce a reggere agli attacchi con le sole sue forze. |
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661 |
| La città è ormai cosciente della propria forza e l'Imperatore d'Oriente è costretto a prenderne atto nominando "reggente" un napoletano che governerà col titolo di "Duca". Da questa data si fa partire l'inizio del "Ducato napoletano" nei primi tempi ancora formalmente legato all'Impero d'Oriente, ma col tempo anche istituzionalmente indipendente. |
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711 |
| Una terribile pestilenza colpisce Napoli. I Longobardi tentano di approfittarne per conquistare la città, ma riescono solo ad impadronirsi di Capua. Il Duca di Napoli, Giovanni I, guida le sue truppe alla difesa della città e, poi, anche alla riconquista di Capua. |
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766 |
| Il duca di Napoli, Stefano, riceve dal Papa anche la carica ecclesiastica di Vescovo. E' appunto questo singolare personaggio di duca-vescovo a sganciare definitivamente Napoli dall'orbita dell'Impero di Bisanzio ed a rendere il ducato napoletano completamente autonomo, sotto l'influenza della Chiesa. Da questo momento l'uso della lingua greca comincia a cadere in disuso a vantaggio del latino. La Lunga ed autonoma lotta contro le mire longobarde ha educato i napoletani a reggersi con i propri mezzi e ad avere una forte coscienza civica. |
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831 |
| Si susseguono in questi anni le minacce dei Longobardi contro Napoli. Durante un assedio della città, i longobardi si impadroniscono del corpo di S. Gennaro che era custodito nelle catacombe fuori le mura e lo trasportarono a Benevento per venerare la santa reliquia. Solo la testa del Santo rimane a Napoli, perché custodita in una basilica dentro la cinta muraria della città. |
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845 |
| La flotta saracena, partita dall'Africa giunge a Miseno e, devastando il territorio, marcia verso Roma. Le truppe napoletane corrono in aiuto del Papato sia per mare che per terra: i Saraceni vengono sbaragliati a Gaeta. |
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849 |
| I saraceni tornano ad attaccare Roma. Nuovamente i napoletani al comando del console Cesario, insieme con truppe di Gaeta e di Amalfi, accorrono in aiuto del pontefice e sbaragliano per mare le navi saracene ad Ostia. Questa battaglia, vanto dei napoletani, è considerata la più insigne vittoria navale dei cristiani contro i musulmani prima di Lepanto. |
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915 |
| Per fermare le scorrerie dei mussulmani si forma una lega composta da truppe napoletane, capuane, salernitane, pugliesi e calabresi accanto alle forze del Papato e all'aiuto della flotta di Bisanzio. I Saraceni vengono assediati nei pressi del Garigliano e dopo tre mesi di battaglia, completamente debellati. |
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1027 |
| In molte zone della Campania agiscono da tempo truppe di guerrieri ed avventurieri, i Normanni. Si tratta di una popolazione di origine scandinava (normanno significa, appunto, uomo del nord), abilissima nella navigazione, nei traffici, nelle guerre e nota anche con il nome più antico di Vichinghi. Truppe normanne erano da tempo comparse in Italia per prendere parte alle varie guerre come soldati mercenari. Nel 1027 il duca di Napoli Sergio IV, per contrastare la pressione dei Longobardi, recluta una schiera di Normanni capitanati da Reinulfo Drengot. Come compenso per il loro aiuto, il duca Sergio concede loro uno spazio di terra nei pressi di Napoli: questa località sarà chiamata dai Normanni Aversa, cioè "ostile ad ogni avversario". |
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1100 |
| I normanni sono ormai diventati una entità autonoma in competizione sia con i Longobardi di Benevento sia con il Ducato di Napoli. Il loro territorio si allarga sempre più e la loro minaccia militare è sempre più pressante. |
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1130 |
| Il normanno Ruggero, divenuto re di Sicilia, sbaraglia le truppe napoletane dell'ultimo duca Sergio VII e riceve la resa della città. |
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1139 |
| Tutta l'Italia meridionale è nelle mani dei Normanni ed anche Napoli ha perso ormai ogni effettiva autonomia; una delegazione della città si reca a Benevento per consegnare al Re Normanno le chiavi della città. |
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