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FRANCIA 1810 ARTIGLIERE A CAVALLO DELLA GUARDIA
I soldati necessari per far funzionare un pezzo di artiglieria variavano da otto a quindici secondo il calibro. Le munizioni erano trasportate su carri di legno che contenevano ciascuno da 48 a cento proiettili ordinari e da venti a cinquanta cartucce di metallo. Inoltre a ogni cannone era legato un avantreno con una decina di proiettili di scorta per far fronte a eventuali attacchi improvvisi. Tanto il cannone quanto il carro delle munizioni erano trainati da quattro cavalli. L'artiglieria a cavallo francese combatteva normalmente in campo aperto, senza altra protezione che il fumo sollevato dai propri spari. I conducenti guidavano i carri montando direttamente i cavalli da traino, dai quali non potevano scendere neppure durante i combattimenti. Di spalle al nemico, senza osservare il campo di battaglia, attendevano gli ordini degli ufficiali per partire al trotto e spostare i cannoni in una nuova posizione. Tutti i membri dell'artiglieria a cavallo erano eccellenti cavallerizzi, addestrati a smontare, rimontare e cambiare di posizione ai pezzi a gran velocità. In compenso avevano fama di grande attaccabrighe, che non esitavano a duellare con i soldati delle altre unità per il minimo torto. L'artiglieria a cavallo fu introdotta nella Guardia Consolare il 3 gennaio 1800, in seguito alla ristrutturazione di questo corpo voluta da Napoleone dopo il colpo di stato del 18 brumaio 1799.
Fino al 1812, l'artiglieria a cavallo francese aveva la stessa uniforme degli ussari, con giacca e pantaloni blu, colbacco nero con pennacchio rosso, stivali da monta all'ungherese. In quell'anno il dolman fu sostituito da una giacca azzurra con due sole file di bottoni e senza alamari rossi, mentre il colbacco fu rimpiazzato da uno shako nero con visiera ornato sul davanti dall'aquila imperiale e sprovvisto di pennacchio. Gli ufficiali delle unità ordinarie di artiglieria portavano una gorgiera dorata come segno distintivo del proprio rango; non così gli ufficiali dell'artiglieria a cavallo, che si rifacevano nella divisa alla tradizione della cavalleria. I cannoni in dotazione ai vari reggimenti erano dipinti in un verde intenso ottenuto miscelando 2500 grammi di vernice giallo ocra con 30 grammi di vernice nera. |