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FRANCIA 1808

1° REGGIMENTO CORAZZIERI

 

Determinante fino al XVIII secolo, la cavalleria pesante andò poi perdendo d'importanza, relegata in secondo piano dai progressi dell'artiglieria che, con la sua potenza di tiro, rendeva superflue le violente cariche al galoppo fino ad allora usate per scompaginare le file nemiche. A favorire la rinascita della cavalleria pesante fu Napoleone, che ne apprezzava la forza d'urto abbinata a una notevole mobilità.

Perciò, a partire dal 1801, egli emano una serie di decreti che dapprima trasformavano vari reggimenti di cavalleria in altri di corazzieri, poi aumentavano tali unità da una a dodici. 

Nel 1808 il 1° reggimento provvisorio della cavalleria pesante andò a ingrossare il numero delle unità do corazzieri, portare a quattordici nel 1810 con la creazione del 2° reggimento dei corazzieri olandesi. 

Questi nuclei di cavalleria erano soprannominati 'reggimenti d'acero' e le loro cariche, leggendarie, erano così spaventose che facevano tremare il terreno e gettavano scompiglio tra le file avversarie. Napoleone se ne servì con ottimi risultati in tutti i suoi maggiori successi militari, da Austeriliz, dove i corazzieri dell'Armèe bloccarono l'attacco sull'ala destra della cavalleria austriaca, fino a Jena, dove essi travolsero le brigate sassoni che tentavano di proteggere la ritirata dell'esercito prussiano.

L'UNIFORME

I corazzieri dell'Armée indossavano un elmo metallico con cimiero, criniera di cavallo, una giacca blu protetta da una corazza di ferro, pantaloni bianchi di pelle di daino o pecora, stivali neri da monta, guanti allungati.

Alla fine del 1805, allorchè i reggimenti dei corazzieri entrarono a far parte delle unità d'élite, fece la comparsa anche di un pennacchio rosso, che costituiva quello precedente di colore nero.

Il colore degli orli della giacca cambiava da reggimento a reggimento, quello delle granate che li adornavano era sempre blu.  

Tra la giacca e l'armatura i corazzieri indossavano un'imbottitura di tela rossa per proteggersi dagli urti e dallo sfregamento della corazza.

La corazza era uguale per tutti i reggimenti, fabbricata sotto la supervisione della Direzione generale dell'artiglieria francese. Il disegno dell'elmo era deciso invece dal consiglio di ciascun reggimento e variava molto nella forma, negli ornamenti, nell'altezza del cimiero.

L'armamento originario dei corazzieri consisteva in due pistole e una sciabola dritta portata in un fodero metallico. Nel 1805 si tentò di completarlo con carabine austriache, ma l'innovazione venne rifiutata. Nel 1812 ai corazzieri vennero forniti un moschetto e una baionetta. 


Gruppo Murat